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L’assalto ai vesponi (ma senza baionetta)

Li chiamano in tanti modi: calabroni, bofonchi, vesponi. Forse quest’ultimo rende meglio l’idea e li definisce per come sono: gialli, neri, più grandi di una vespa comune.

Gli occhi del gatto

Come è cambiato il nostro punto di osservazione durante la fase di emergenza sanitaria. Ho provato a descriverlo in queste righe, pubblicate il 16 marzo.

Mi chiedo quale sia la stella polare di questi giorni.

Il lockdown e la radiocronaca dei nipotini

Il lockdown, inteso nel senso più restrittivo, sta per terminare. Il ricordo di quanto è accaduto – o non accaduto – dall’11 marzo a oggi, durerà per sempre. Che cosa mi resta di questa fase storica di blocco totale?

Perché è nato questo blog

Sono nato ad Arezzo il 26 luglio 1963. Nel 1980 ho iniziato a collaborare con l’emittente radiofonica Radio Onda di Pietramala. Negli anni successivi, dopo altre esperienze radiofoniche, sono diventato collaboratore della Nazione di Firenze,

Morte al passaggio a livello

E’ la notte del 10 marzo 1964. Il cielo è stellato, la temperatura rigida, anche se la vicinanza del mare la rende più sopportabile di quanto lo è altrove. La Maremma dorme.

Sulle strade della Maremma

Non mi accade sovente di andare in Maremma in autunno ma, quando capita, ci vado sempre volentieri. Pur essendo abituato a frequentarla in estate sono comunque incuriosito dal visitarla anche nei mesi autunnali.

Il saluto di Donato e il passaggio a Radio Ok

1981-82. L’Arezzo rimase primo dall’inizio alla fine del campionato e i tentativi di rimonta delle avversarie furono ricacciati indietro uno dopo l’altro. Gli ottimi risultati raggiunti dalla squadra ci permettevano di lavorare in radio divertendoci.

Il no di Angelillo

Era una bella serata di fine novembre, quella di Taranto. Il clima, benché fossimo in autunno inoltrato, era mitigato dall’effetto del mare. Non era necessario indossare un soprabito pesante; il giacchetto di lana era più che sufficiente per coprirsi bene.

Quel treno per Taranto

Il piccolo giornalista continuava a darci dentro, la voce in falsetto piano piano scomparve e lasciò il posto a quella adulta. Era un passo piccolo ma importante, poiché mi permise di superare quelle insicurezze che avevano accompagnato l’approccio iniziale col microfono. 

Il microfono con i fili

Il desiderio di trasmettere al microfono si era, dunque, realizzato e, oltretutto, a poche centinaia di metri da casa, nel centro di Arezzo, dove aveva sede la radio. 
La cosa curiosa è che quasi tutte le radio e tv aretine avevano la loro sede dentro le mura della città.

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