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Gli occhi del gatto

Come è cambiato il nostro punto di osservazione durante la fase di emergenza sanitaria. Ho provato a descriverlo in queste righe, pubblicate il 16 marzo.

Mi chiedo quale sia la stella polare di questi giorni. La risposta, in fondo, è semplice: rispettare le regole che ci vengono date. Può essere un buon punto di partenza, forse l’unico, per mettersi alle spalle questo periodo così impegnativo.
In questa situazione, aprire le finestre, e affacciarsi al davanzale, diventa una piacevole riscoperta dell’ambiente circostante. Oggi, al contrario di quanto abbiamo sempre fatto, non ci limitiamo a vederlo ma lo osserviamo. L’ambiente è quello di sempre ma i nostri occhi non sono gli stessi di prima. Indossiamo un paio di occhiali, in modo più o meno consapevole, e attraverso quelle lenti guardiamo la realtà. Riusciamo a scoprire una serie di dettagli che prima non eravamo capaci di cogliere con esattezza.
Nel giardino sotto casa, sul tetto di un garage, passeggiano alcuni gatti, qualcuno di razza. In altre occasioni mi sarei limitato a guardarli distrattamente. Oggi, invece, mi piace fissarli, seguire i loro movimenti, e pensarci su.
Premesso che i gatti mi piacciono moltissimo, riconosco che il giudizio degli uomini verso questi animali non conosce vie di mezzo: o se ne parla bene, come animali da esposizione o da compagnia, o se ne parla male, come presenze fastidiose e, talvolta, pericolose. Al di là del fascino innato posseduto dai felini, mi domando in quale modo percepiscano la realtà e come essi possano essere condizionati dai nostri comportamenti e dal nostro vivere quotidiano.
A prima vista, per loro, non pare cambiato nulla. Casomai, l’assenza quasi totale del traffico, e delle persone, li rende ancora più padroni della situazione, come se fossero gli unici custodi dei loro spazi.
Per loro la vita non è cambiata, continuano a muoversi come hanno sempre fatto. Ma sono convinto che abbiano capito che qualcosa è cambiato.